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Storia

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1883: Canale Villoresi, il primo PF della Società.

La Società Italiana per Condotte d’Acqua è nata il 7 aprile 1880. Sin dall’inizio della sua attività, la Società assume un ruolo rilevante nell’industria italiana. Nei primi 25 anni di attività, la Società progetta centinaia di acquedotti e ne costruisce ben 160 per complessivi 817 chilometri di condutture principali e 185 chilometri di condutture per distribuzione interna.

Negli anni tra i due conflitti mondiali si segnalano in particolare la rete idrica di Salerno e dell’acquedotto del Simbrivio, il più grande e complesso acquedotto realizzato fino a quel tempo, alcuni interessanti acquedotti siciliani e sardi e quelli nell’isola di Rodi.
Dopo la liberazione della  capitale, nel 1944, la Società si concentra sulla riparazione dei danni più gravi riportati dai due acquedotti dell’Ausino e del Simbrivio e sulla ricostruzione di ponti e viadotti ferroviari distrutti durante la guerra.  Immediatamente dopo, la Società rivolge la propria attenzione ad altri settori: edilizia, dighe, gallerie e impianti idroelettrici.

Le più importanti opere realizzate negli anni cinquanta sono la diga a cupola per il serbatoio di Val Gallina dell’impianto idroelettrico Piave-Boite-Vajont e due lotti della lunga galleria di derivazione, l’impianto idroelettrico sul Tevere e quello di Premadio che vanta la centrale elettrica in caverna tra le più grandi del mondo.

Gli anni sessanta sono caratterizzati dalla realizzazione di due opere che vanno collocate fra le maggiori di quei tempi: il Traforo del Monte Bianco ed il Viadotto Polcevera a Genova, primo esempio di ponte strallato in calcestruzzo in Europa.

Alla fine degli anni sessanta, la Società è ormai diventata un gruppo articolato composto da varie imprese generali o specializzate che coprono tutti i settori dell’industria delle costruzioni. Gli anni successivi la vedono impegnata anche in importanti lavori nel settore dei restauri, tra i quali spiccano il salvataggio degli antichi monumenti egiziani dell’isola di Philae e Cà Pesaro a Venezia, e nel settore dei lavori marittimi dove, a partire dalla realizzazione del grande bacino di carenaggio di Palermo, la Società riesce a  primeggiare in tutto il mondo con la costruzione dei complessi portuali di Sines in Portogallo, Bandar Abbas in Iran, Djen Djen in Algeria e Ras Laffan nel Qatar.

Nel 1997, a seguito del programma di privatizzazione delle società del Gruppo IRI di cui faceva parte, la Società Italiana per Condotte d’Acqua è acquisita dal Gruppo Ferfina, che già controllava la Società Ferrocemento – Costruzioni e Lavori Pubblici p.a., che aveva già incorporato la Società Recchi Costruzioni Generali p.a. di Torino e la Società Gambogi p.a. di Pisa.  La Ferrocemento, attiva fin dal 1932, si era affermata negli anni nei settori gallerie, viadotti ed opere idrauliche,  sia per le capacità tecniche che per il know-how rappresentato anche dai suoi numerosi brevetti.

Al fine di affrontare un mercato internazionale delle costruzioni sempre più competitivo, la Società Italiana per Condotte d’Acqua e la Società Ferrocemento – Costruzioni e Lavori Pubblici p.a. si sono successivamente fuse mantenendo la denominazione più antica – Società Italiana per Condotte d’Acqua.

Nella sua storia ormai ultra centenaria e ricca di eventi, il Gruppo può vantare la realizzazione,  in Italia e nel mondo, di dighe e impianti idroelettrici, strade e autostrade, ferrovie e metropolitane, porti e opere marittime, opere idrauliche e progetti d’irrigazione, aeroporti, opere in sotterraneo, opere civili per centrali termiche e nucleari, interventi di edilizia residenziale, direzionale, sportiva, industriale e ospedaliera, opere di salvaguardia ambientale e monumentale che, per qualità ed impegno tecnico, hanno raccolto unanimi consensi a livello internazionale.